Un serpente per amico

COS’E’ LA TERRARISTICA?

L’uomo da sempre ha prelevato piante ed animali dalla natura, semplicemente per attorniarsene poiché affascinato dalla loro bellezza o particolarità, ma agendo spesso senza cognizione di causa e quindi a discapito della salute di quelli tenuti in cattività e delle relative popolazioni in natura.

Negli ultimi anni abbiamo fortunatamente sviluppato una maggior sensibilità e consapevolezza nei confronti del mondo naturale, con la conseguente crescita di pratiche ad esso legate, una delle quali prende il nome di terraristica o terrariofilia; quest’hobby consiste nel riprodurre un ambiente idoneo per l’allevamento di animali d’affezione spesso considerati inusuali, ovvero rettili, anfibi e artropodi.

IL BUON TERRARIOFILO

Il sentimento che dovrebbe spingere ad accudire uno di questi animali non dovrebbe essere l’egoismo del collezionista, bensì la curiosità tipica di una mente aperta, con la consapevolezza di avere precise responsabilità; infatti anche il più comune pesce rosso in realtà ha determinate esigenze che siamo tenuti ad assecondare se, nonostante la cattività, vogliamo che cresca e viva in salute, per osservarlo senza che i suoi comportamenti siano alterati da stress e malessere. Ecco perché è sempre fondamentale informarsi accuratamente prima di ogni acquisto.

Una cosa importante è prediligere esemplari nati in cattività piuttosto che quelli prelevati in natura, questo perché i primi sono sicuramente più in salute e meno impauriti dalla presenza umana, cosa positiva sia per il loro benessere che per la nostra soddisfazione personale, ma anche per non alimentare un commercio indiscriminato che spesso sfocia nel bracconaggio, con gravi ripercussioni sull’ecosistema.

Il Boa delle isole Hog ad esempio fu portato quasi all’estinzione a causa dei massicci prelievi in natura e si pensava esistesse ormai solo in terrario, riponendo le speranze di sopravvivenza della specie su questi pochi esemplari. Fortunatamente le ultime ricerche hanno mostrato una popolazione in crescita di questo boa sull’isola, merito probabilmente di alcuni esemplari sfuggiti al bracconaggio.

Un’ultima regola importantissima è quella di non rilasciare mai in natura specie provenienti da aree geografiche diverse, perché potrebbero creare gravi squilibri all’ecosistema in cui vengono inserite; un esempio sotto gli occhi di tutti è quello della tartaruga palustre americana (Trachemys scripta) che in Italia ha ormai soppiantato la testuggine palustre europea (Emys orbicularis).

PERCHE’ UN TERRARIO

La vera domanda sarebbe: perché no? Un terrario spesso non richiede molta manutenzione e quando si valuta l’acquisto di un animale domestico, non vengono considerati gli animali da terrario per una semplice questione culturale, per lo meno nel nostro paese, nonostante alcuni di questi abbiano caratteristiche tali da renderli adatti a tutti, comprese famiglie con bambini.

E’ il caso del drago barbuto (Pogona vitticeps) un sauro di medie dimensioni molto calmo e addomesticabile, che già dopo poche settimane di vita entra in totale confidenza con il padrone accettando anche il cibo direttamente dalle sue mani. Il miglior pregio di questo rettile è però la grande tolleranza che dimostra nei confronti del contatto fisico, caratteristica che lo rende adatto appunto a bambini o terrariofili alle prime armi che gradiscono di solito la possibilità di relazionarsi anche fisicamente con il proprio animale.

E’ bene specificare che rettili, anfibi e artropodi non ricercano le nostre attenzioni ed in generale proprio non amano il contatto fisico, alle volte nemmeno con esemplari della stessa specie, ma come già detto alcuni arrivano a tollerarlo seppur in diversa misura. In definitiva è anche questo un punto di forza di alcuni animali da terrario rispetto ad esempio a quelli d’acquario, che inevitabilmente devono rimanere in acqua e non possono essere maneggiati. Il discorso non vale per gli anfibi i quali, avendo una pelle molto sottile e simile alle nostre mucose, potrebbe subire danni da contatto assorbendo sostanze chimiche e quindi non andrebbero mai toccati a mani nude.

L’ambiente acquatico prevede inoltre maggior attenzione nel monitorare valori e concentrazione di alcune sostanze disciolte in acqua, cosa che può richiedere competenze un po’ più specifiche, mentre in terrario gli unici parametri da monitorare sono la temperatura e alle volte l’umidità, cosa resa molto semplice utilizzando ad esempio un termostato che automatizza il tutto.

COME ALLESTIRE UN TERRARIO

Informarsi prima di acquistare un animale da terrario serve proprio per conoscere quali necessità avrà il vostro animale in termini di spazio, attrezzatura e alimentazione, permettendo di capire se fa al caso vostro. Non esiste quindi un terrario universale ma la scelta e l’allestimento ovviamente sono strettamente legate all’animale che dovrà ospitare. In ogni caso meglio affidarsi sempre a marchi e aziende affermate per essere sicuri della qualità e non tossicità dei materiali.

Un terrario possiede quasi sempre doppie griglie di areazione per facilitare il riciclo di aria al suo interno. Si possono trovare terrari sviluppati in verticale e adatti quindi ad animali detti arboricoli, ovvero che in natura vivono principalmente su alberi o pareti rocciose, oppure terrari sviluppati in orizzontale per animali terricoli o fossori, i quali vivono sul terreno o sotto la sua superficie. Un terrario generalmente è fatto di vetro, mentre il legno può essere un’opzione nel caso si scelga di tenere animali che non necessitano di ambienti umidi.

Gli animali da terrario sono generalmente “a sangue freddo” quindi potrebbero necessitare di una fonte di calore che può essere, a seconda dei casi, una lampadina ad incandescenza o un tappetino riscaldante, ma ne esistono anche diversi che possono stare alle temperature casalinghe anche d’inverno.

QUANTO COSTA?

Un elemento importante da valutare è ovviamente il budget a disposizione. Alcune specie poco comuni o determinate selezioni possono costare svariate centinaia di euro, ma i principali animali che si acquistano per fare una prima esperienza sono ormai diffusi e prolifici, di conseguenza accessibili a tutti. La spesa maggiore sarà quella iniziale mentre il costo di mantenimento di questi animali è di norma contenuto. Gli animali da terrario si nutrono a seconda dei casi di vegetali, insetti o topi da pasto che oggi vengono venduti già abbattuti perché ritenuto più etico e più sicuro; questi alimenti non hanno un costo elevato e gli animali da terrario talvolta non hanno nemmeno la necessità di mangiare tutti i giorni, come il geco leopardino (Eublepharis macularius) che fa scorte di cibo nella coda, o come il pitone reale (Python regius) ed il serpente del grano (Pantherophis guttatus), serpenti docili e di modeste dimensioni, che da adulti mangiano una volta ogni 2 settime.




Da aprile 2021 Associazione Idea potrà offrire ad alcune classi interessate un percorso gratuito proprio dedicato agli animali da terrario e in particolare a rettili e anfibi.

Abbiamo avuto questa possibilità grazie ad Askoll che ha deciso di sponsorizzare questa nostra proposta e regalarla alle scuole in questo momento difficile per tutti ma in particolare per i bambini.


Askoll è un’azienda tutta italiana, nata nel 1978, che da anni rappresenta il punto di riferimento per il settore dell’acquariologia.

Distributore ufficiale dei prodotti Exoterra in Italia con oltre 1.500 punti vendita in tutta Europa e più di 1.000 articoli per acquari, laghetti e terrari è in grado di soddisfare in modo completo e trasversale le necessità dei neofiti come degli esperti.

Askoll da sempre contribuisce in maniera significativa a migliorare la qualità della vita dei suoi clienti producendo tecnologie innovative.

Per maggiori informazioni: www.askollaquarium.com





LE FOTO CHE SEGUONO SONO STATE SCATTATE DA YARI BETTINI.

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